Com'eravamo - Personaggi

FOTOGRAFIE - ROBERT CAPA
CAGLIARI - Centro Culturale Il Ghetto
4 Luglio - 29 Settembre 2002
SEZIONI DELLA MOSTRA
CRONOLOGIA

Il catalogo della mostra è edito da Alinari. (formato album 29x21,190 pag. 160 foto in bicromia) Prezzo in mostra 40 €. Orario: 10.30/13.00- 18.00/22.00 - chiuso il lunedì. Biglietto: intero € 4.00 ridotto € 2.60 Informazioni e prenotazioni: Il Ghetto Spazi per la cultura e la comunicazione - Via Santa Croce, 18 Cagliari Tel.070/6402115 fax 070/6401730 e-mail ghetto.im@libero.it

Robert Capa, Parigi 1952. Foto di Ruth Orkin © 1996 Aperture Foundation Photo © The Estate of Robert Capa

Continua il tour italiano della prima grande mostra antologica "Robert Capa, fotografie" unica retrospettiva rappresentativa dell'opera completa del lavoro di uno dei più grandi fotografi di questo secolo. Realizzata da Aperture Foundation di New York ed itinerata in esclusiva per l'Italia dalla Fratelli Alinari di Firenze, la mostra è stata presentata nelle città di Roma, Firenze e Trieste, nel 2002 uniche sedi italiane saranno: Cagliari dal 5 Luglio al 29 Settembre e Siena dall'11 ottobre al 12 Gennaio. La mostra è promossa dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Cagliari. Cornice ideale della manifestazione è il Ghetto (Ex caserma Carlo Emanuele III) situato al centro della città, nell'antico quartiere di Castello, che il Comune di Cagliari ha destinato a Centro Culturale affidandolo alla Associazione Culturale Imago Mundi. L'esposizione presenta 172 fotografie in bianco e nero, scelte da una selezione operata tra centinaia di immagini, la maggior parte inedite, del "grande fotografo di guerra". Costruita secondo un preciso itinerario di allestimento, segue i capitoli del volume che l'accompagna realizzato da Cornell Capa (fratello di Robert) e da Richard Welan, edito da Alinari. Nonostante la notorietà dei suoi servizi fotografici estremamente incisivi e toccanti che hanno illustrato cinque conflitti, le immagini di Capa presentate in questa mostra non sono solo quelle crude della guerra. Fra le tante esposte molte documentano con entusiasmo e perspicacia le gioie del tempo di pace, fotografie che nelle circostanze più gravose raccontano il coraggio, la determinazione e la tenacia di uomini e donne comuni. Proprio insistendo sulla sensibilità e sui particolari dei volti e dei gesti dei soggetti fotografati, Capa riesce a coinvolgere lo spettatore al punto di farlo sentire presente sullo scenario. Sono immagini emozionanti, forti e profondamente sentite. Tredici sezioni, di cui una parte intitolati alle nazioni europee e extraeuropee (Francia, Spagna, Cina, Messico, Italia, Germania, Europa Orientale, Israele, Europa Occidentale) nelle quali Capa si trovò a documentare cortei e adunate, manifestazioni e atrocità belliche. A questi aspetti seguono altre situazioni, come i mirabili ritratti "stravaganti" della vita parigina negli anni Trenta e Cinquanta. Un capitolo in particolare è dedicato agli amici: Ernest Hemingway, John Steinbeck, Irvin Shaw. L'editorialista Art Buchwald, lo sceneggiatore Peter Viertel, il regista John Huston e ancora Pablo Picasso e Françoise Gilot. Capa con la sua personalità, il suo carattere esuberante e la sua spensierata vivacità era circondato da tanti amici, una cerchia che si estendeva poi alla grande famiglia dei fotografi di Magnum di cui fungeva da presidente tra la fine degli anni quaranta e i primi anni cinquanta a Parigi. " Per me, Capa indossava l'abito di luce di un grande torero, ma non uccideva; da bravo giocatore, combatteva generosamente per se stesso e per gli altri in un turbine. La sorte ha voluto che fosse colpito all'apice della sua gloria". Con queste parole Henri Cartier-Bresson ha definito l'arco della breve esistenza terrena di Capa. La sorte ha voluto quasi per ironia che la mostra e il volume si aprissero con una fotografia del 1939 che ritrae una donna col suo cane che corre per fuggire ai bombardamenti aerei, e si chiude con l'ultimo scatto di Capa prima di morire per aver calpestato una mina sulla strada di Namdinh a Thaibinh in Indocina il 25 maggio 1954.

Pablo Picasso e Françoise Gilot, agosto 1940 

© 1996 Aperture Foundation Photo © The Estate of Robert Capa

Pare che in pratica tutti coloro che abbiano bevuto un bicchiere con lui, che abbiano giocato a poker o che siano andati ad assistere alle corse con lui, considerino Capa un amico stretto, in virtù di quelle poche ore trascorse insieme. Geraldine Fritzgerald ha ricordato che "Capa era estremamente cordiale. Trasmetteva un senso di esuberanza e di spensierata vivacità. Si aveva l'impressione che egli volesse condividere questa euforia… Sembrava che si divertisse sempre e le persone volevano unirsi a lui per condividere quello spasso". Aveva un'impressionante schiera di amici, molti dei quali fotografi e giornalisti sempre in giro come lui. Se accadeva che egli incontrasse per caso i suoi amici persi di vista, la loro amicizia interrotta ricominciava subito, sebbene per poco. Capa dava l'impressione di avere amici dappertutto. Ovunque giungesse, era solito fare poche telefonate e immediatamente veniva invitato. A Parigi, Capa frequentava prevalentemente americani espatriati, Ernest Hemingway, John Steinbeck, Irwin Shaw, l'editorialista Art Buchwald, lo sceneggiatore Peter Viertel, ed i registi John Huston e Anatole Litvak. Pablo Picasso e Françoise Gilot erano ottimi amici suoi. La cerchia si estendeva poi alla grande famiglia dei fotografi Magnum, che parteciparono tutti al mondo brillante ed attraente di Capa.



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